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Di prossima pubblicazione.

Amaranta, la collana che dirigo per Antonio Tombolini Editore, ha come prossima uscita un romanzo che tratta di stregoneria tradizionale. Una storia che fonde antiche credenze, folklore e ricette, che a tratti non si  discosta da un attento saggio esoterico sul tema, e che sarà in grado di trasportarvi dove accettare il miglior dono possibile: la conoscenza. Ci vediamo in Primavera.

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Taccuino d’Irlanda

       Stai progettando un viaggio in Irlanda? O sei già li? Flook, l’app creata da Federico Moccia (si,quello dei lucchetti) e l’amico d’infanzia Guido Silvestri presenta il primo Taccuino di Viaggio multimediale, scritto da me. Dopo Tu sei ossessione, romanzo di Moccia uscito sia per Mondadori e sia su Flook, il catalogo si arricchisce.
Il mio taccuino è un vero “Carnet de Voyage” dove potrai annotare i tuoi ricordi, ma anche le tue emozioni improvvise, proprio mentre viaggi, o quando preferisci. 
Un compagno di viaggio fidato, sempre con te, accessibile dal tuo smartphone, tablet o PC, via web o App, dove scrivere i tuoi appunti, ma anche caricare foto, video e musiche. Che cosa aspetti? Raggiungimi su FLOOK.

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Amaranta e il mare.

Nella foto Paola Chiozza, che ha totalizzato più di un milione e mezzo di letture su wattpad e con il suo romanzo d’esordio “Politicamente scorretto” è entrata a far parte delle autrici Amaranta. Lei è la mia prima avventura di scouting editoriale. Quando ho letto su wattpad per settimane intere diversi romanzi in cerca di nuovi talenti, ho continuato a sognare l’incontro letterario con la storia d’amore perfetta: brillante, divertente e fuori dal comune. Posso affermare di averla trovata. 

All’inizio del 2016 la collana è stata ufficialmente inaugurata da un mio giallo a tinte rosa, per poi lasciare spazio alle mie prime tre autrici: Paola Chiozza, Roberta Marcaccio e Cinzia Marini. Tre scrittrici arrivate con modalità completamente differenti, con grande talento e che mi hanno arricchito, professionalmente ma soprattutto umanamente. Cerco qualcosa, nelle pagine di un libro, che faccia smuovere le emozioni,  per poi provare a dare un’impronta unica a questa collana che immodestamente dirigo (citazione presa in prestito dal grande Michele Marziani, anche lui della tribù Tombolini). Sono nati così i primi quattro titoli. Storie estremamente lontane tra loro, per una narrativa rosa non convenzionale e libera di sperimentare. Una sola parola d’ordine: qualità. E il mio sogno, sul serio, è che Amaranta non sia un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso verso il successo. Vedo Amaranta come un piccolo porto in una baia tranquilla, con i pescatori che partono pieni di speranze.  Le reti e le canne da pesca sono  in mano alle persone, solamente l’esperienza, la capacità e un pizzico di fortuna decideranno con quale bottino potranno tornare. Io però mi sento realizzata semplicemente nel mettere in spalla tutto il materiale alle mie autrici e ad augurare a tutte buon viaggio verso la realizzazione dei loro desideri. Spesso gli aspiranti autori non lo sanno, perché reputano il semplice fatto di essere pubblicati per la prima volta un punto di arrivo. No, quella è la barca, poi fuori c’è il mare.

Le copertine dei libri della collana sono create dalla bravissima Marta D’Asaro, e approfitto del mio spazio virtuale per ringraziare tutta la redazione di Antonio Tombolini Editore, per avermi dato la possibilità di crescere non solo come autrice, ma soprattutto nelle vesti di curatrice, editor e cercatrice di tesori!
 

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Il peso sul cuore

Le parole del direttore editoriale Michele Marziani, riguardo alla scelta di inserire il mio romanzo ambientato in Irlanda nella sua collana:

”Oceania è la collana di narrativa in lingua italiana di Antonio Tombolini Editore che pubblica autori che vivono all’estero e che quindi portano inevitabilmente con sé altri punti di vista. È il caso anche de Il peso sul cuore, che ho letto con grande curiosità quando mi è arrivato direttamente dall’Irlanda. Non c’è che dire, è una storia particolare questa di Amanda Pitto Melling, che racconta della giovane Erica che vive in Liguria insieme alla madre e alla nonna. Le tre gestiscono insieme un panificio-negozio di alimentari. Erica ama fare il pane e le focacce ed è una grande appassionata di cucina. La sua vita trascorre tranquilla, al ritmo della quotidianità, fino a quando la famiglia riceve l’invito ad andare in Irlanda, nel piccolo villaggio di Cong, per l’apertura di un B&B gestito da un certo Finn. In risposta alla sua curiosità, Erica scopre che sua zia Flora, di cui ha sempre saputo poco, aveva seguito anni prima un irlandese di cui si era innamorata, Finn appunto, ma che un giorno era sparita e non aveva più fatto ritorno, né in Irlanda né in Italia. Erica coglie l’occasione offertale dall’invito e si reca a Cong, dove conosce Finn e suo nipote Brian. Trascorre alcune settimane alla ricerca della verità sulla sparizione della zia. E da qui il romanzo va avanti ma noi ci fermiamo. Una lettura che piacerà a chi ama i riferimenti alla tradizione celtica. C’è un messaggio profondo, ci sono personaggi che sono ben costruiti, c’è una bella atmosfera con intriganti riferimenti culinari. E soprattutto c’è l’Irlanda, la stessa nella quale vive l’autrice. Ecco perché ho deciso di pubblicarlo”.

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Il capolavoro: la genesi

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Ho incontrato diverse difficoltà nella stesura di questo romanzo, per le sue caratteristiche molto simili a quello che si potrebbe definire un giallo vintage. Innanzitutto dovevo far combaciare ogni singolo elemento, del passato e del presente, in modo che il lettore, guardando la storia con respiro più ampio, non inceppasse in questioni irrisolte. Per la prima volta ho dovuto creare un vero e proprio schema, ricco di schizzi di oggetti, ambientazioni, date e collegamenti tra i dialoghi. Ho poi stilato una lista dei personaggi che sarebbero apparsi, con definizioni brevi che mi facessero tornare velocemente a ciò che volevo esprimere nella scrittura, attraverso le loro peculiarità. Il mio metodo è stato l’associazione cinematografica. Ho deciso successivamente di inserire nel romanzo alcune citazioni dei film che hanno ispirato le caratteristiche dei miei protagonisti, e in particolare, nel finale, dell’assassino.

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Susan Morris, la protagonista, è una donna cinquantenne in cerca del successo letterario che per lei continua a rimanere un desiderio inappagato. Nel 2014 uscì la versione televisiva di Agatha Raisin (saga letteraria molto famosa in Gran Bretagna), una detective decisamente buffa alla ricerca di tranquillità nella campagna inglese. Da lì è nata l’idea di creare una versione italiana di quel tipo di personaggio. Sue vive sui Navigli, è benestante e poco propensa alla vita da casalinga, mangia cinese d’asporto, beve vino nei biccheri di plastica, è ossessionata dalla moda e sempre più cinica con la vita. Un giorno decide di fare una vacanza in montagna, per cercare ispirazione e finire il suo ultimo romanzo, quello che spera possa essere considerato finalmente il suo capolavoro. Si ritrova in una casa Walser, proprietà del suo ex marito, con figlia (piuttosto scocciata) al seguito.

(Il trailer di Agatha Raisin, personaggio che ha ispirato la creazione di Susan Morris)

Avendo passato una parte della mia infanzia ad Alagna, ho pensato di creare la location per il giallo in una frazione inesistente in quella zona. Un luogo caldo, isolato, addossato alle montagne innevate, dove poter creare la giusta suspense per il mistero intorno al corpo ritrovato nel bosco vicino. Attenendomi a uno schema il più possibile “classico”, ho inserito i personaggi dosando le loro caratteristiche ed entrate in scena in modo che fosse impossibile dedurre chi fosse l’assassino, fino a quando io stessa non avessi deciso di svelarlo.
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Il romanzo è a tratti ironico, dall’impronta femminile, e sposa perfettamente la definizione di “giallo a tinte rosa”. Sue si innamora di Hans Becker, villeggiante dalle origini tedesche, dalle particolari abilità culinarie che la mettono in imbarazzo, anche se, in realtà, l’intera vacanza è permeata dall’inquietudine creata dal mistero. È infatti difficile rilassarsi e scrivere quando, fuori da una piccola baita in montagna completamente isolata nella neve, un assassino si muove indisturbato. Soprattutto perché, dopo aver riesumato vecchie faccende che sembravano archiviate, potrebbe decidere di uccidere ancora. I quattro elementi cruciali della storia sono: la neve, l’amore, un manoscritto e un omicidio. A voi scoprire l’assassino.

La trama:
C’è una nuova investigatrice, pronta a risolvere, suo malgrado, un caso di omicidio tra le montagne innevate di Alagna, località turistica del Piemonte. Certo, è un poco inesperta e disorganizzata, ma Susan Morris -per gli amici Sue- del resto, è una scrittrice inglese in cerca di tranqullità e ispirazione per il suo ultimo romanzo, quello che vorrebbe, finalmente, fosse considerato il suo grande capolavoro. Quando riaffiora un cadavere dal bosco vicino alla sua baita, Sue decide di scoprire che cosa è realmente successo, tanto tempo prima. Un giallo a tinte rosa dove scoprire il colpevole non sarà affatto semplice, fino all’inaspettato, sconvolgente finale.