Pubblicato in: Blog

I miei primi 40 anni.

Il muschio strappato nei sentieri umidi a dicembre per creare il villaggio di Natale, lo scroscio continuo del torrente che entra timidamente dalla finestra socchiusa, i passi degli animali sui tetti di pietra dei rifugi, il profumo della polenta tra i cerchi roventi della stufa a legna, il pane dell’antico forno del paese, l’acqua gelida che brucia i piedi, gli spiedini sui piatti di carta alle feste degli alpini, il Tango delle capinere, i pesciolini fritti sulla riva di un fiume ammazzando zanzare, le Espadrillas che inciampano sui ciottoli, il gelato alla nocciola ascoltando il juke box, la manina da tirare alle finestre che profuma ancora di sale, La Lambada, i Roxette, il bombolone alla crema di prima mattina sul lungo mare, Velluto blu al cinema all’aperto, i pezzi di carta attaccati con la molletta da stendere alla bici, la collezione di gomme del Mulino Bianco, le figurine degli Sgorbions, La storia infinita, Il mago di Oz, gli occhiali a raggi x, le scimmie di mare, la pizza che sa ancora di legna, il chinotto, il panino al tonno giocando a nascondino, il Bella ciao del nonno, Mila e Shiro, il crescione raccolto a pelo dell’acqua, le trote marmorate, e anche quelle salmonate, il Natale dell’89, quando mio padre è morto sotto un camion a Zurigo, i vent’anni di lettere dal carcere di Opera, i lunghi corridoi che accompagnano la paura di incrociare lo sguardo di mia madre, il rumore delle porte blindate, e sapere di essere soli, veramente soli al mondo. Poi però c’è Siamo solo noi, e La Combriccola del Blasco, il moonwalk di Michael Jackson, il camion con le damigiane di vino sincero, tutto lì da imbottigliare, le suore che immergono i centrini nello zucchero, i Goonies, le caramelle alla violetta, I racconti della cripta, la cioccolata calda invece della scuola, le telefonate segrete dentro alle cabine telefoniche, la pila sotto alle coperte per leggere i fumetti, La Pimpa, la focaccia ligure che straborda d’olio, Robert Miles, il motorino senza casco. E ancora i boschi imponenti, la lavanda essicata nei cesti di vimini, gli Enigma, Amori e incantesimi, il silenzio nelle lunghe passeggiate tra le castagne cadute, la solitudine che abbraccia la bellezza, nella terra rossa e aspra biellese. Le notti con i falò, Ele Pauletti e l’ arte, l’idromele, le feste celtiche, i tamburi, la danza, la spiritualità, Stonehenge, il pozzo di Glastonbury, i tatuaggi, il destino che ti si butta addosso tra il gracchiare dei corvi, le scogliere che squarciano il velo, il verde, il verde, il verde, la musica che diventa sera, Galway girl, P.S. I love you, lo stufato alla birra, il vento che punge nelle ossa, il caffè lungo che le scalda, e l’oceano selvaggio con le sue leggende. E poi finiscono i miei primi quarant’anni, nel suono segreto delle conchiglie raccolte dai miei figli Morgan Thor, Liam Taran e Gordon Brian. Tre nomi che parlano di Dei, colline, mare e combattenti. Siamo fatti così, viviamo dentro alle cose che la nostra mente ha toccato, il nostro cuore assaggiato e gli occhi dipinto. E gli anni scivolano dentro alle immagini che ci accompagnano ancora.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...